Articoli di Giovanni Papini

1905


in "Alleati e nemici":
Mazzini è stato tradito
(rec.) - Il pensiero religioso politico sociale di Giuseppe Mazzini di Gaetano Salvemini

Pubblicato su: Leonardo, anno III, fasc. 17, p. 139
Data: febbraio 1905




pag. 139



   G. SALVEMINI. Il pensiero religioso politico sociale di G. Mazzini. — Messina, Trimarchi, 1905.

   Io non conosco molto la letteratura mazziniana e può darsi che mi inganni, ma nonostante voglio dire che questo libro mi sembra il primo in cui si cerchi di vedere il pensiero di Mazzini senza preoccuparsi troppo nè di farne l'apologia nè di demolirlo nè di attenuarlo o mascherarlo. I primi sei capitoli (pp. 1-65) paiono un'antologia, ben fatta, degli scritti del Mazzini, e danno un'idea precisa di quello che pensasse e volesse. Gli altri si occupano soprattutto di vedere quali sono stati i resultati, gli effetti, le influenze di quel pensiero, senza far dei salmi in lode del maestro o dei sillogismi per dimostrare il non valore filosofico del sistema.
   Il Salvernini fa vedere con grande ,abbondanza di prove (pp. 65-75) come il sistema mazziniano sia soprattutto religioso e le religioni non si discutono: si accettano o non si accettano. Chí non le segue non può confutarle come se fossero un sistema scientifico o filosofico ma può semplicemente farne la storia, cioè vedere quale e quanta sia stata la loro influenza sugli uomini. Il Salvemini, da uomo pratico, prende questo partito e si accorge facilmente che le parti più generali del nmazzinianismo, quelle a cui il Mazzini teneva di più, come il dogma della rigenerazione dell'umanità per mezzo della nuova fede di cui gli Italiani dovevano essere i banditori, sol quelle che non hanno avuto quasi nessuna efficacia nè sopra gli Italiani d'allora nè sopra quelli di adeso. Soltanto il programma minimo del Mazzini (quello cioè dell'unità e indipendenza d'Italia, che doveva essere un mezzo per l'altro più vasto) è stato, bene o male, seguito, mentre l'altro, quello che si riferiva non solo all'Italia ma a tutta l'umanità, non solo all'unità politica ma anche a quella spirituale, non solo all'indipendenza dallo straniero ma anche a quella dalla miseria e dall'infelicità, resta ancora un sogno solitario e non compreso di qualche idealista.
   Gli Italiani, insomma, che hanno voluto commemorare proprio in questi giorni il primo centenario della nascita di Mazzini, hanno tradito e non compreso il suo pensiero. La Terza Roma, che doveva dare principio alla nuova era spirituale dell'umanità, è ancora da venire e non è che un centro di intrighi politici o di mondanità cosmopolita. La nuova religione che doveva succedere al cristianesimo e sostituire il popolo all'uomo non ha trionfato ancora e se pure ce ne son delle tracce quelli che la seguono son cosi poco mazziniani che oggi, a Genova, celebrano il centenario di Mazzini con un congresso del Libero Pensiero!
   Mazzini, spirito protestante, vissuto troppo fuori d'Italia e troppo impressionato dall'ideologia mistica francese, s'è illuso che lo scetticismo italiano fosse vincibile e che si potesse creare un gran moto di fede nel nostro paese. Gli Italiani hanno risposto al suo appello soltanto finchè si trattava di fare qualcosa di pratico, d'immediato e di nazionale e dopo gli hanno voltato le spalle, seguendo altri profeti meno idealisti, e venerandolo da lontano come si venera un classico patriottico a cui si danno più volentieri delle statue che delle ore di lettura.


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